Quanto costa davvero una casa domotica? Tutti i numeri reali

09 Apr 2026
da Dario Salaris

Chi sta ristrutturando casa o costruendo da zero si trova inevitabilmente davanti alla domanda: quanto costa rendere un appartamento davvero smart? Le risposte che si trovano online oscillano tra cifre irrisorie e preventivi da capogiro, senza un vero confronto tra brand. Facciamo chiarezza con numeri concreti.

Domotica filare vs wireless: la scelta di fondo

Quando si rifà l'impianto elettrico, la domotica filare basata su protocollo KNX rappresenta la soluzione più robusta. Il sistema funziona anche senza connessione internet: premendo un pulsante la luce si accende sempre, indipendentemente dal router Wi-Fi. Il vantaggio principale di KNX è la sua natura multi-brand: essendo uno standard aperto, è possibile combinare attuatori, pulsantiere e sensori di produttori diversi senza rimanere vincolati a un singolo marchio.

La domotica wireless, basata su dispositivi come Shelly, Tuya o Zigbee, è invece la scelta ideale per il retrofit, cioè quando non si vogliono fare opere murarie. Costi inferiori, installazione meno invasiva, ma con la necessità di una buona rete Wi-Fi e, in alcuni casi, di un hub centrale.

I componenti di un impianto KNX

Un impianto domotico filare completo comprende diversi elementi. Le pulsantiere a muro, disponibili in finiture che vanno dal policarbonato bianco all'alluminio ricavato dal pieno, rappresentano l'interfaccia quotidiana con la casa. Ogni pulsante può essere programmato per controllare luci, tapparelle, scenari o temperature, con LED personalizzabili in colore e intensità.

I termostati a incasso gestiscono riscaldamento e raffrescamento per zona, spesso integrati con sensori di CO2, umidità e inquinanti. Questi dati alimentano la ventilazione meccanica controllata, che ricircola l'aria solo quando necessario. I sensori di presenza, combinati con i sensori di luminosità, creano scenari automatici che accendono e spengono le luci in base all'effettiva occupazione degli ambienti.

Il supervisore, il cervello software dell'impianto, raccoglie tutti i dati, gestisce gli scenari complessi e offre un'interfaccia touch o via app per il controllo centralizzato.

I numeri reali: confronto tra tre brand

Per un appartamento di 100 metri quadri con tre locali, due camere, due bagni, soggiorno e cucina, ecco i costi emersi dal confronto diretto tramite i configuratori ufficiali dei tre principali produttori italiani:

  • Vimar: circa 6.000 euro (materiali, attuatori, placche base)
  • BTicino: circa 7.500-8.000 euro (configurazione equivalente, inclusi componenti quadro)
  • Ekinex (KNX puro): circa 8.000-10.000 euro (finiture premium in alluminio, design curato)

Questi prezzi includono materiali e manodopera dell'elettricista per l'installazione e la programmazione di base. Il delta tra la soluzione più economica e quella premium è contenuto, nell'ordine di 2.000-4.000 euro, a fronte di una differenza significativa in termini di apertura dello standard, qualità dei materiali e possibilità di espansione futura.

Il costo nascosto: la programmazione

Un aspetto spesso sottovalutato è la programmazione. KNX richiede il software ETS, disponibile solo su licenza, e competenze specifiche. Non è un sistema che un utente medio può configurare in autonomia: serve un integratore di sistema certificato. Questo costo iniziale, però, si ammortizza nel tempo perché l'impianto base funziona senza interventi successivi. Per scenari più avanzati si può integrare Home Assistant come supervisore aggiuntivo.

L'alternativa wireless: domotica graduale sotto i 500 euro

Per chi non vuole o non può affrontare un impianto filare, la domotica wireless permette di iniziare con un investimento minimo. Con 4 relè Shelly Plus 2PM per le tapparelle (circa 25 euro l'uno), qualche lampadina smart e un paio di sensori di temperatura, si resta sotto i 500 euro. La limitazione principale è che ogni dispositivo va configurato singolarmente e manca un sistema centralizzato nativo.

Come farlo con Roraima

Roraima affronta esattamente questo problema: la complessità di scegliere, acquistare e far installare un impianto domotico. La piattaforma funziona come marketplace IoT dove i vendor pubblicano dispositivi smart (Shelly, Tuya e compatibili) con token di accesso temporizzati, a crediti o in abbonamento.

Per chi vuole la domotica wireless senza complicazioni, il flusso è semplice: il buyer sceglie i dispositivi dal catalogo, filtrati per le 13 categorie ambientali (Living Room, Kitchen, Climate & Energy, Security e altre), e può richiedere l'installazione professionale tramite la rete di installatori certificati Roraima. Ogni installatore ha un raggio di servizio definito e viene abbinato geograficamente al buyer tramite il sistema di geo-filtering.

Il gateway IoT Roraima supporta nativamente i protocolli più diffusi: Shelly Gen1 e Gen2, Tuya (Cloud, LAN e QR), MQTT e Home Assistant. Lo scenario engine integrato gestisce automazioni con 5 tipi di trigger (cron, soglia dispositivo, cambio stato, condizione sostenuta, composto) e fino a 10 step per scenario, con condizioni e ritardi. Il monitoraggio energetico in tempo reale tramite dispositivi Shelly PM mostra watt e kWh istantanei.

Per chi ha bisogno di orientarsi nella scelta, l'agente AI buyer (gratuito, fino a 10 messaggi al giorno) risponde a domande su compatibilità, costi e configurazioni. Gli installatori dispongono di un agente AI dedicato con RAG, alimentato dalla knowledge base dei manuali tecnici.

Conclusione

Una casa domotica completa costa tra i 6.000 e i 10.000 euro per un impianto filare KNX, oppure meno di 500 euro per un sistema wireless base. La vera differenza la fa la pianificazione: scegliere uno standard aperto, prevedere l'espansione futura e affidarsi a professionisti per l'installazione. Roraima rende questo processo accessibile collegando chi cerca dispositivi smart con chi li installa professionalmente, in un marketplace che parla la lingua di ogni europeo.