Chi affitta camere o appartamenti ai turisti nel Lazio deve comunicare alla Regione quanti ospiti arrivano e quante notti si fermano. Lo strumento è il portale ROSS 1000 Lazio, e qui si spiega chi è obbligato, entro quando, cosa si rischia e come si entra la prima volta.
La legge regionale sul turismo del Lazio (L.R. 13/2007, articolo 28) chiede ai titolari e ai gestori delle strutture ricettive di comunicare per via telematica gli arrivi e le presenze degli ospiti. Lo stesso obbligo vale per gli alloggi per uso turistico, cioè gli appartamenti che un privato affitta ai turisti senza farne un'impresa: la Regione li nomina espressamente sia nella pagina dedicata ai flussi turistici sia nelle sanzioni. Alberghi, B&B, case vacanza, affittacamere e locazioni turistiche sono quindi tutti dentro la stessa regola.
I dati servono alla statistica ufficiale. La Regione li raccoglie anche per conto dell'ISTAT, che con l'indagine sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi conta ogni mese arrivi e notti, distinguendo gli ospiti residenti in Italia da quelli che vengono dall'estero. Si tratta di numeri aggregati: è una comunicazione diversa da quella alla Questura con Alloggiati Web, che riguarda l'identità delle singole persone e ha tempi molto più stretti.
Le linee guida della Regione del 15 aprile 2026 fissano il termine in modo netto: i dati di un mese vanno comunicati entro e non oltre il giorno 5 del mese successivo. Gli arrivi di marzo, per esempio, si chiudono entro il 5 aprile. Nulla vieta di inserirli giorno per giorno, ed è anzi il modo più semplice per non trovarsi a ricostruire un mese intero all'ultimo momento.
Nel portale la struttura ha un calendario delle disponibilità, nel menu CHECK-IN alla voce Gestione disponibilità, dove si indicano i giorni di apertura e le camere libere. Quando la struttura resta chiusa per un periodo conviene segnarlo lì, così i giorni senza ospiti risultano spiegati e non mancanti.
La mancata comunicazione del movimento degli ospiti è punita dall'articolo 31, comma 11, della legge regionale con una sanzione amministrativa da 1.000 a 2.000 euro, e la regola vale tanto per le strutture ricettive quanto per gli alloggi per uso turistico. Nella stessa legge c'è una seconda sanzione che spesso si collega a questa: chi pubblicizza la struttura senza indicare il CIR, il codice identificativo regionale, rischia da 500 a 5.000 euro (articolo 31, comma 5-bis).
Fino alla primavera del 2025 il Lazio usava un sistema proprio, RADAR. Le due banche dati regionali sono state unificate e dal 21 maggio 2025 la raccolta dei dati di capacità e movimento per l'ISTAT avviene soltanto su ROSS 1000, all'indirizzo lazioturismo.ross1000.it, dal menu CHECK-IN. I dati inviati con RADAR fino al 19 maggio 2025 sono stati trasferiti e si consultano nella sezione Statistiche, alla voce dei dati storici consolidati mensili.
L'accesso a ROSS 1000 Lazio nasce dall'iscrizione della struttura alla banca dati regionale. Prima serve la pratica al SUAP del Comune dove si trova l'immobile: una SCIA per alberghi, strutture extralberghiere e locazioni in forma d'impresa, una CIA per gli alloggi per uso turistico gestiti da privato. Il numero di protocollo di quella pratica è richiesto durante l'iscrizione.
Dalla pagina di accesso del portale si sceglie «Registra una nuova struttura» e si indica un indirizzo email, al quale arriva un collegamento valido per ventiquattro ore. Da lì si inserisce il codice fiscale del titolare o del gestore, si accettano le condizioni e si compila l'anagrafica della struttura con i documenti richiesti. Quando la Regione ha controllato e approvato i dati, rilascia il CIR, che va indicato in ogni annuncio e ogni comunicazione pubblicitaria e che serve anche per chiedere il CIN nazionale sulla banca dati del Ministero del Turismo. Per dubbi sull'iscrizione la Regione indica l'indirizzo [email protected].
ROSS 1000 accetta i dati in due modi. Si possono inserire a mano, ospite per ospite, dal menu CHECK-IN; oppure, per chi usa un programma di gestione delle prenotazioni, si può caricare un file preparato da quel programma secondo il tracciato del portale. Il secondo modo diventa conveniente quando le prenotazioni sono molte, perché evita di ricopiare dati che esistono già altrove.
Roraima prepara il file ROSS 1000 da caricare sul portale della Regione. Le prenotazioni sono già nel calendario e gli ospiti inseriscono online i propri dati prima di arrivare, quindi il file si compone da sé dopo il check-in: un giorno per ogni notte del soggiorno, con gli arrivi, le partenze e le camere occupate. Nella scheda della struttura si inseriscono una volta il codice struttura che compare nel portale regionale, il numero di camere disponibili e i posti letto; da quel momento il file si scarica dalla sezione delle comunicazioni regionali e si carica su ROSS 1000 con l'importazione da file. Se a un soggiorno manca un dato obbligatorio, Roraima indica quale, invece di preparare un file che il portale respingerebbe.
Come funziona tutto il percorso, dalla pagina dell'ospite alla comunicazione, è spiegato nella pagina Documenti dell'ospite e adempimenti.
Sì. Nel Lazio l'obbligo riguarda anche gli alloggi per uso turistico gestiti da privato, e un appartamento affittato ai turisti rientra in questa categoria. Prima serve la CIA al SUAP del Comune, poi l'iscrizione al portale.
No. Il CIR è il codice che rilascia la Regione Lazio dopo l'iscrizione su ROSS 1000; il CIN è il codice nazionale che assegna il Ministero del Turismo, e si chiede partendo proprio dal CIR.
No, sono due comunicazioni diverse. Alloggiati Web porta alla Questura i dati delle singole persone, entro ventiquattro ore dall'arrivo; ROSS 1000 porta alla Regione i numeri di arrivi e presenze, entro il giorno 5 del mese successivo. Vanno fatte entrambe.
Nel calendario delle disponibilità del portale si segnano i giorni di chiusura, così il periodo senza ospiti risulta giustificato.
Per vedere come Roraima tiene insieme prenotazioni, dati degli ospiti e comunicazioni, si può partire dai piani e provare con le prenotazioni dei prossimi mesi.